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Prosciutto Crudo Nazionale o Prosciutto di Parma DOP? La Differenza

Zona di lavorazione, disciplinare e tracciabilità: la vera differenza tra un prosciutto crudo generico e il Prosciutto di Parma DOP.

Che differenza c’è tra prosciutto crudo nazionale e Prosciutto di Parma DOP? In sintesi: la zona di lavorazione, il disciplinare e la tracciabilità. Un prodotto di questo tipo nasce da carne italiana, ma può essere lavorato e stagionato ovunque nel Paese. Il Prosciutto di Parma Pio Tosini, invece, matura solo nella storica cantina di Langhirano, sotto il controllo del Consorzio.

Prosciutto crudo nazionale: cos’è esattamente

È un salume ottenuto esclusivamente da cosce di suini nati, allevati e macellati in Italia. La carne viene rifilata, salata con sale marino e aromi naturali, poi lasciata riposare. La stagionatura varia solitamente da 10 a 18 mesi, a seconda del produttore. Non esiste però un disciplinare unico che ne fissi la zona di lavorazione o i controlli, come invece accade per una DOP.

Zona di produzione: perché il confine geografico conta

Il Prosciutto di Parma DOP nasce da suini allevati in dieci regioni del centro-nord Italia, tra cui Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. La differenza sostanziale è nella lavorazione: macellazione e stagionatura devono avvenire solo in un’area ristretta della provincia di Parma. È qui che il microclima collinare, tra brezza marina e aria degli Appennini, permette la stagionatura naturale. Un prodotto senza questa certificazione, al contrario, può nascere e maturare ovunque nel Paese.

Stagionatura del prosciutto crudo nazionale rispetto al Prosciutto di Parma DOP

La sua stagionatura dura in genere tra 10 e 18 mesi, secondo la scelta del singolo produttore. Il Prosciutto di Parma DOP segue invece un disciplinare che fissa tempi minimi di stagionatura, verificati dal Consorzio prima dell’esame finale. Pio Tosini porta le proprie stagionature fino a 18, 24 o addirittura 30 mesi nella storica cantina di Langhirano. Più lunga è la maturazione, più il prosciutto sviluppa aromi complessi e una consistenza equilibrata.

Tracciabilità e marchio a fuoco: la garanzia in più della DOP

Ogni Prosciutto di Parma DOP porta un tatuaggio indelebile impresso dall’allevatore su entrambe le cosce, con il codice dell’animale. Il macello aggiunge poi un timbro a fuoco, mentre l’inizio della stagionatura viene marcato con il sigillo del Consorzio. Solo al termine di un attento esame finale viene impressa la corona ducale a cinque punte. Il Ministero dell’Agricoltura riconosce questo percorso come garanzia di origine e qualità. Un prodotto generico non prevede invece questi passaggi di certificazione.

Perché Pio Tosini non produce prosciutto crudo nazionale ma solo Prosciutto di Parma DOP

Da quattro generazioni, la famiglia Tosini sceglie di stagionare esclusivamente Prosciutto di Parma DOP nella propria cantina storica. Ogni coscia viene selezionata all’ago dal Mastro Cantiniere, poi dedicata e firmata su misura per il cliente. Questa scelta significa rinunciare alla flessibilità di un prodotto senza disciplinare, che si può produrre ovunque e in tempi più brevi. In cambio, ogni fetta porta con sé un’origine tracciata e certificata dal Consorzio.

Come riconoscerlo in etichetta

In etichetta, un vero Prosciutto di Parma DOP riporta sempre il logo del Consorzio e la corona ducale impressa sulla cotenna. Un prodotto senza certificazione, invece, indica solo la provenienza italiana della carne, senza marchio di tutela. Per un acquisto consapevole, conviene sempre controllare questi due elementi prima di scegliere. Nella pagina delle selezioni Pio Tosini ogni formato riporta stagionatura e certificazione DOP.

Pio Tosini produce esclusivamente Prosciutto di Parma Tre Ghiande DOP. Per conoscere la storia della nostra cantina a Langhirano, leggi anche questo approfondimento.

Domande frequenti

Cosa si intende per prosciutto crudo nazionale?
Un salume da cosce di suini nati, allevati e macellati in Italia, senza l’obbligo di una zona di lavorazione ristretta o di un disciplinare DOP.

Qual è la differenza tra prosciutto crudo nazionale e Prosciutto di Parma DOP?
Il Prosciutto di Parma DOP deve essere lavorato e stagionato solo nella zona ristretta di Parma, seguendo un disciplinare e una tracciabilità certificata dal Consorzio.

Quanto dura la stagionatura di un prosciutto senza certificazione?
In genere da 10 a 18 mesi, secondo la scelta del produttore; Pio Tosini porta il proprio Prosciutto di Parma DOP fino a 30 mesi.

Come si riconosce un vero Prosciutto di Parma DOP?
Dal marchio a fuoco con la corona ducale a cinque punte e dal logo del Consorzio, entrambi assenti su un prodotto senza certificazione.

Perché Pio Tosini produce solo Prosciutto di Parma DOP?
Perché da quattro generazioni la famiglia sceglie la tracciabilità, la selezione all’ago e la stagionatura nella storica cantina di Langhirano.

Un prosciutto senza certificazione DOP è di scarsa qualità?
No, ma non offre le stesse garanzie di zona, disciplinare e controllo che il Consorzio impone al Prosciutto di Parma DOP.

Pio Tosini stagiona solo Prosciutto di Parma DOP nella storica cantina di Langhirano dal 1905. Se rappresenti una salumeria, un ristorante o un’enoteca, vuoi offrire ai tuoi clienti l’autenticità di una DOP certificata. Richiedi il listino tramite il modulo di contatto qui sotto.

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